mercoledì 6 agosto 2014

deve essere così ...





"Ricorda bene queste parole:
Nessuno mai avrà il diritto di controllare la tua felicità.
A nessuno dovrai permettere di provare a dosare i tuoi sentimenti.
La tua gioia non deve avere confini, 
è già tanto difficile trovarne un po’...
Spesso ci accontentiamo di surrogati,
di sorrisi striminziti,
di manifestazioni di euforia appena accennate.
Quando avrai la possibilità di ridere di gusto, 
fallo fino alle lacrime.
I giorni in cui avrai riso davvero 
coloreranno di vita i tuoi futuri ricordi!"
<Anton Vanligt>

lunedì 4 agosto 2014

Leggere, leggere e ancora leggere !!!!






Dovreste leggere quel libro di cui sentite che stanno parlando in maniera accesa due librai.
Dovreste leggere quel libro che qualcuno in treno sta leggendo mentre cerca di nascondere che gli scappa da ridere.
Dovreste leggere quel libro che qualcuno in treno sta leggendo mentre cerca di nascondere che gli scappa da piangere.
Dovreste leggere quel libro che trovate per caso su una panchina, in autobus, al ristorante o in una camera d’albergo.
Dovreste leggere quel libro che qu
alcuno sta leggendo in una caffetteria quando entrate e lo sta ancora leggendo quando uscite e voi non potete fare a meno di essere invidiosi perché state lavorando e non avete tempo di godervi quel libro.
Dovreste leggere quel libro che trovate a casa dei vostri nonni, quello con la dedica “A Ray, con tutto il mio amore. Natale 1949”.
Dovreste leggere quel libro che dovevate leggere a scuola ma non avete letto. È probabile che adesso possa piacervi.
Dovreste leggere quel libro di quello scrittore che in un’intervista ha citato come gruppo musicale preferito il vostro gruppo musicale preferito.
Dovreste leggere quel libro a cui il vostro gruppo musicale preferito ha fatto riferimento in una delle sue canzoni.
Dovreste leggere quel libro che il professore di storia ha citato di sfuggita dicendo con nonchalance “Fra l’altro è un gran libro”.
Dovreste leggere quel libro che avete tanto amato alle superiori. Rileggetelo.
Dovreste leggere quel libro che trovate su una bancarella e la cui copertina vi fa ridere.
Dovreste leggere quel libro il cui protagonista ha il vostro stesso nome.
Dovreste leggere quel libro il cui autore si scambia tweet divertenti con Colson Whitehead.
Dovreste leggere quel libro che parla della storia della vostra città ed è stato scritto da qualcuno che è cresciuto lì.
Dovreste leggere quel libro che i vostri genitori vi hanno regalato per festeggiare il diploma o la laurea.
Dovreste leggere quel libro che avete iniziato a leggere più di una volta dicendo “Questa volta lo finisco”.
Dovreste leggere quel libro i cui personaggi proprio non vi vanno a genio.
Dovreste leggere quel libro che parla dei luoghi in cui state per fare un viaggio.
Dovreste leggere quel libro che racconta di eventi storici di cui non sapete proprio nulla.
Dovreste leggere quel libro che parla di cose che un po’ conoscete già.
Dovreste leggere quel libro di cui avete sentito tanto parlare e quel libro di cui non avete mai sentito parlare.
Dovreste leggere quel libro menzionato in quell’altro libro.
Dovreste leggere quel libro che ha vinto quel premio letterario, quel libro che è in testa alle classifiche, quel libro che tutti leggono in spiaggia, quel libro che ha avuto così tante recensioni, quel libro che è considerato un classico, ma solo se lo volete.
Ma soprattutto dovreste leggere. Continuare a leggere.

(Janet Potter)

domenica 3 agosto 2014

Io ...








Sono sempre stata così , con la testa immersa nelle nuvole e la mani in cerca di qualcosa.
Ho sempre creduto nei sogni, e nella corsa che devi fare per raggiungerli.
Mi sono persa milioni di volte nel testo di una canzone ed ogni volta  per ritrovarmi ci è voluto impegno e volontà. Ho sempre avuto questa ossessione per le parole, sono così libere che afferrarle non è sempre facile, spesso ti scivolano via come pesciolini rossi. Ho sempre avuto un amore incondizionato per la vita, per i colori che usa nel disegnare le sue storie .. c'è sempre stato in me il desiderio costante di esserci, di immergermi senza troppe domande , come a dire "sono qui e non voglio perdermi niente".

Chiara (Piovono Parole a dirotto)

Una donna così ...





Non innamorarti di una donna che legge,
di una donna che sente troppo,
di una donna che scrive…
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa,
che sa di sapere e che inoltre è capace di volare,
di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride
 
o piange mentre fa l’amore,
 
che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica,
 
lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro.
Mai.
(Martha Rivera Garrido)

venerdì 1 agosto 2014

Abibò chi sta sotto non lo so ...








Sono cresciuta su questa strada, anzi sarebbe più esatto dire che questa strada mi ha cresciuta.
Noi la chiamavamo “vicolo”.
Mi siedo su questi gradini e se chiudo gli occhi la sento parlare, sono passati tanti anni ma le storie che le strade raccontano non hanno tempo.
Non è più la stessa di allora, adesso è interamente piastrellata da mattoncini, ha un’aria quasi elegante, quando ero piccola era semplicemente cemento, cemento che anneriva le mani ed i vestiti quando ci stavi seduta delle ore, ma se la si conosce come la conosco io, si possono scorgere tantissimi particolari che non hanno mai subito cambiamenti.
Le panchine, i tombini, gli alberi, il piccolo marciapiede che la costeggia solo per un breve tratto, gli scalini che portano alla “fossa”, persino certe case non sono mai cambiate, elementi che hanno osservato rispettosi la mia infanzia, sono ancora qui identici, solo un po’ invecchiati, proprio come me.
Il vicolo era la casa di tutti, la nostra casa, certo ognuno di noi aveva la sua casa dove faceva ritorno ogni giorno, ma in questa strada ci abitavamo tutti, non esisteva “mio”e “tuo”, lì su quel cemento incandescente nei giorni estivi tutto era di tutti. Su quel cemento bagnato nei giorni d’inverno noi convivevamo.
La strada che calpesti quando sei bambino contribuisce a renderti ciò che sei, se fossi cresciuta in un altro vicolo, ora sarei un’altra persona, non dico peggiore o migliore semplicemente diversa.
Mi piace immaginare che il nostro vicolo conservi nelle sue fessure tutto ciò che siamo stati, che abbia impresso come un marchio permanente ogni risata, ogni gioco, ogni litigio, ogni più piccolo segreto confidato, le spinte, le gare, le grida, le strette di mano in segno di pace, le promesse mantenute e anche tutte quelle infrante. Le ginocchia nere e sbucciate, il suono dei campanelli e la corsa per nascondersi, le caramelle offerte e quelle negate, le regole di “nascondino” che cambiavano sempre,le canzoncine insensate mentre saltavi la corda, i racconti di paura, la bocca sporca di gelato e le dita nel naso, le prime lacrime di delusione  e perchè no anche lo sputo che arrivava più lontano. Tutto è parte integrante della strada.
Immaginate un passato che non è passato ma che continua a vivere nonostante lo scorrere del tempo.
Intere generazioni che si intrecciano sotto ai nostri piedi. 

Chiara.

sabato 26 luglio 2014

Il fantastico mondo di Neil Gaiman ...




“Credo in cose reali e in altre che non lo sono e credo in altre cose che nessuno sa se sono reali o no. 
Credo in Babbo Natale e nel coniglietto di Pasqua… 
Guarda credo che gli uomini siano esseri perfettibili, che il sapere sia infinito, che il mondo sia nelle mani di un cartello bancario segreto e che gli alieni vengano a trovarci regolarmente, alieni bravi e tutti rugosi che assomigliano ai lemuri e alieni cattivi che mutilano il bestiame e vogliono rubarci l’acqua e le donne. 
Credo che il futuro sia preoccupante e che un giorno la Donna-Bufalo-Bianco tornerà a prenderci tutti a calci nel sedere. Credo che gli uomini siano soltanto dei bambini troppo cresciuti con gravi problemi di comunicazione e che il declino del sesso in America coincida con la chiusura dei drive in. Credo che gli uomini politici siano dei disonesti senza principi e credo che siano comunque preferibili all’alternativa. Credo che il sapone antibatterico stia distruggendo la nostra capacità di resistenza alla sporcizia e alle malattie e che quindi un giorno verremo tutti annientati da un banale raffreddore come i marziani nella guerra dei mondi. Credo che la giada sia sperma di drago secco, e che migliaia di anni fa in una vita precedente sono stata una sciamana siberiana monca. Credo che il destino dell’umanità sia scritto nelle stelle. Credo che le caramelle fossero davvero più buone quando ero piccola, che da un punto di vista aerodinamico per il bombo sia impossibile volare, che la luce sia un’onda e una particella e che da qualche parte ci sia un gattino chiuso dentro una scatola vivo e morto allo stesso tempo (ma che se non si sbrigano ad aprire la scatola e a dargli da mangiare finirà per essere morto e basta) e che nell’universo ci siano stelle miliardi di anni più vecchie dell’universo stesso. Credo in un dio tutto mio che si preoccupa per me e protegge tutte le mie azioni. Credo in un dio impersonale che ha messo in moto l’universo e poi è andato a spassarsela e non sa nemmeno che esisto. Credo in un universo privo di dèi mosso da caos, rumore di fondo e grande fortuna. Credo che tutti quelli che dicono che il sesso sia un’attività sopravvalutata non l’hanno mai fatto come si deve. Credo che chiunque sostenga di sapere come va il mondo sia capace di mentire anche sulle piccole cose. Credo nell’onestà assoluta e nella necessità di ragionevoli menzogne sociali. Credo nel diritto delle donne di scegliere, nel diritto di un bambino di vivere, che se ogni vita umana è sacra non c’è niente di male nella pena di morte, sempre che sia possibile fidarsi del sistema legale, e che solo uno scemo si fiderebbe. Credo che la vita sia un gioco, uno scherzo crudele, e che sia quella cosa che ti capita quando sei vivo, quindi tanto vale godersela… “.

American Gods